Se questo articolo doveva servire ad invogliare qualcuno a sostenere il progetto del nuovo Kult: Divinity Lost, come facciamo spesso, per aiutare il Kickstarter a portare a casa almeno la cifra necessaria per la realizzazione, beh, abbiamo fallito. Ma non perchè la campagna sta andando male, anzi, tutto l’opposto: nell’arco di 4 giorni la campagna kickstarter per la nuova edizione del gioco svedese Kult ha già racimolato tutti i soldi di cui aveva bisogno e anche di più. Molti di più!

Il gioco originale ci è sempre sembrato bellissimo (regolamento rugginoso a parte) e quindi non possiamo che essere contenti. Ora non ci resta che dire la nostra per capire che gioco sarà effettivamente Kult: Divinity Lost quando arriverà sui nostri tavoli; perchè il gioco si farà, salvo strani imprevisti o crollo della sanità mentale degli autori, e rischiamo anche che si sblocchi molto di più che gli scenari aggiuntivi, le cartoline e gli archetipi extra che erano previsti e che faranno la felicità dei collezionisti affamati di kickstarter.

 

kult divinity lostUn nuovo Kult! E adesso?

Il nuovo Kult ha iniziato a far parlare di sè nel momento stesso in cui è stata annunciata la campagna e più ci siamo avvicinati alla data, più è cresciuta la voglia di sapere come sarà questa nuova edizione. Alcuni ottimi articoli (come quello di Cronache Del Gatto Sul Fuoco che trovate qui e vi consiglio di leggere) hanno già sottolineato come, nonostante non ci siano poi moltissime informazioni disponibili su quella che sarà la nuova struttura del gioco, certo è che Divinity Lost definisce se stesso come un reboot del classico del 1991.

Quindi sembra proprio che in questo periodo il mondo abbia un serio bisogno di reboot e remake, di prendere qualcosa la cui idea funzionava in passato e svecchiarla, rimaneggiarla, portarla ad una forma che possa funzionare oggi per rivivere quei momenti passati ma col giusto sapore, senza sentirsi delusi.

Potremmo stare qui delle ore a scrivere riflessioni sul motivo per cui il mondo si sta spingendo verso il ritorno al passato anzichè verso l’innovazione, sta di fatto che anche Kult non sarà da meno e tutti siamo curiosi di sapere che cosa succederà, sia chi ai tempi lo ha amato, sia chi lo ha detestato con tutto se stesso.

 

Il vecchio e il nuovo

Per chi nel 1991 non fosse stato presente all’appello e non avesse avuto amici abbastanza malati da giocare a Kult successivamente, possiamo sintetizzare così:

Kult è un gioco di ruolo classificabile come Old School, di matrice svedese, creato da Gunilla Jonsson, Michael Petersén, con ambientazione contemporanea.

Si potrebbe definire come un gioco horror, tuttavia questa definizione è sempre stata stretta a questo GDR dai presupposti veramente particolari.

In Kult il mondo in cui viviamo non è altro che una finzione, una bugia che ci rende ciechi e ci fa vivere un’esistenza serena senza sapere che in verità c’è tutto un altro mondo “oltre il velo”. Tutti quanti viviamo immersi in un’illusione, creata dal Demiurgo (o Dio se preferite) allo scopo di tenerci prigionieri e confondere con l’oblio le nostre vere potenzialità. L’uomo è una pedina che vive in un mondo cupo e che all’inizio del gioco comincia la sua strada verso il vero risveglio.

Il tessuto illusorio in cui il demiurgo ci ha tenuti avvolti finora, infatti, si sta assottigliando e, a tratti, spaccando per rivelare piccoli bagliori di quello che c’è sotto. Credetemi, questa non è affatto una bella notizia, perchè se da un lato l’uomo ora sta per essere libero di prendere possesso della sua vera natura di semi-divinità, allo stesso saranno liberi anche gli abitanti della vera realtà. La strada che i personaggi percorranno verso la scoperta e la consapevolezza, sarà tutt’altro che sicura e illuminante.

Tutto questo solo per darvi una breve idea di quale sia lo spirito del gioco. Kult in realtà non è un gioco nè semplice nè leggero. E’ sempre stato un sistema dai toni forti, dalle immagini cupe e profonde, dove i personaggi si trovano a lottare coi mostri come in molti altri giochi ma anche, e forse soprattutto, con il loro stesso io. Qui entra in gioco la sanità mentale dei personaggi, come accade anche in Cthulhu e simili, ma un vero Game Master adatto a questo gioco saprà tirare in ballo al momento giusto anche la sanità dei giocatori stessi, avrà tutte le armi per toccare i loro tasti dolenti, le loro paure ed angosce per rendere il gioco più “duro” anche nella realtà. A differenza poi di tutti i giochi dove la follia è follia punto e basta, qui la perdita della sanità mentale segna l’inizio di un gioco tutto nuovo, una nuova verità, non la fine della propria vita ma l’inizio di un diverso grado di consapevolezza che può proseguire a lungo e portare sviluppi molto interessanti.

E non è finita qui perchè ad amplificare l’effetto di confusione mentale ci si mette anche un regolamento non esattamente scorrevole, a tratti proprio macchinoso. Un esempio su tutti la necessità di superare le prove a punteggio inverso, per cui se la vostra abilità, qualunque sia, vale 14, il punteggio che dovete ottenere è meno di 14. Il bersaglio non va battuto, mai. Non ci è dato di sapere se l’effetto “stonato” di uscire dalla zona di comfort tanto ricercata dai giochi più scorrevoli sia davvero voluto, o se il gioco sia solo un po’strano e un po’ old school, ma sta di fatto che per tanto tempo il regolamento di Kult è stato un po’la sua particolarità e un po’la sua rovina al tempo stesso.

Da questo potete capire come Kult si sia guadagnato il suo non proprio piccolo zoccolo duro di estimatori e di haters al tempo stesso, una spaccatura che ha diviso per un bel po’ il mondo del gioco di ruolo e che tutti si chiedono se si rifarà viva oppure no col grande ritorno.

Ci sono già state altre edizioni di Kult prima d’ora, compresa una traduzione italiana, ma qui il Kickstarter ci parla di reboot e quindi ci aspettiamo un inizio tutto nuovo, come quando giocando si impazziva e tutti sapevamo che la morte della ragione non era la fine di tutto ma un vero nuovo inizio carico di possibilità.

 

kult kickstarter…Concludendo

Regole tutte nuove, via quel regolamento impacciato e cigolate che per tanti ha fatto la sfortuna del gioco in passato e benvenuto ad un set di regole narrativo, incalzante e fatto di “scenari”, almeno a quello che dice il Kickstarter, perchè poi alla fine che cosa vedremo veramente nel manuale ancora non si sa, lo sapremo, certo, col tempo. Nei mesi che ci separano dall’uscita seguiremo gli sviluppi e cercheremo di capire insieme se il nuovo Kult saprà davvero farci uscire di testa, conservando la forza e il cupo gnosticismo del suo predecessore, nonostante il nuovo regolamento.

Se intanto volete seguire la campagna anche voi, e magari accaparrarvi una fetta del bottino potete vedere qui:

https://www.kickstarter.com/projects/1037361623/kult-divinity-lost-horror-roleplaying-game-rpg?ref=home_popular

About the author

Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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