Dopo un bel po’di tempo (e di articoli) passato su giochi super classici avevamo voglia di aria nuova, quindi abbiamo pensato di riprendere in mano un paio di acquisti fatti alle ultime fiere e che, per un motivo o per l’altro, non ce ne vogliate, ma erano rimasti un po’all’ombra dello scaffale. Stiamo parlando di due giochi targati Black Box Games / Dreamlord Press, molto diversi tra di loro ma che recano un senso comune, quello della narrazione collettiva coinvolgente, avvolgente per così dire, e d’atmosfera. Questo è il primo di una serie di articoli dedicati ad Ars Gladiatoria e Omen che, tramite le nostre impressioni, prove e riflessioni, come sempre, vorrebbero approfondirne un po’di più l’essenza e aiutarvi a capire che tipo di giochi sono e se possono fare per voi.

 

Ars Gladiatoria • Che gioco è e come funziona

Partiamo proprio da Ars Gladiatoria, scritto da Alberto Tronchi e rimpinzato di bellissime illustrazioni da Daniel Comerci (entrambi li ritroveremo anche in Omen).

Anche se l’estetica non è uno dei parametri che guardiamo di più (lo sapete, ci interessa il gioco, che funzioni e che sia scritto bene!) stavolta mi sento di sprecare due parole in più per dirvi che il manualetto è proprio carino. Piccolo, sintetico, con una grafica curatissima e una sovracopertina che potrebbe essere uno schermo del GM, se solo il GM ci fosse, diciamo che è più un pieghevole per gladiatori, ecco.

Come abbiamo più o meno anticipato Ars Gladiatoria è un gioco di ruolo a tutti gli effetti, che ricalca perfettamente il gusto per la narrazione collettiva e la costruzione di storie d’atmosfera tipico di Black Box Games, ma che, in più, se la gioca sul tema del masterless veloce, ibrido con i giochi da tavolo e fortemente strategico.

C’è molto di più, certo, ma quello che dovete sapere per capire al volo di cosa si parla in questo caso è tutto qui. Il gioco è sviluppato per una media di 4 giocatori (ma vanno bene fino a 6, così come 3, con le dovute modifiche), si legge in un pomeriggio e si gioca al tavolo tutti insieme in un paio di sessioni senza bisogno di troppa preparazione. Tutti i giocatori, senza arbitri o master, contribuiranno in ugual misura alla creazione della storia e, soprattutto, competeranno per la vittoria del loro gladiatore. Sì, avete letto bene, è un gioco competitivo. Non solo, è dannatamente tattico, strategico, crudo e spietato.

Ogni giocatore dovrà saper crescere bene il proprio gladiatore, sfruttare conoscenze e alleanze, affrontare gli imprevisti e le diverse modalità di gioco nell’arena. Un uso attento delle risorse a disposizione sarà assolutamente fondamentale, così come scegliere fra morte e spettacolo, salvezza o disperazione. Alla fine i gladiatori scesi nell’arena e così allenati alla battaglia accumuleranno punti gloria e uno solo ne uscirà vincitore.

Volutamente Ars Gladiatoria si pone a metà strada fra il gioco di ruolo e il gioco da tavolo: ha una grosse e importante componente narrativa (che noi comunque vi consigliamo di non eliminare, casomai di semplificare) ma offre anche delle varianti (regole extra, personaggi pregenerati e una modalità chiamata Dei Dell’Arena) che permettono di giocarlo come semplice board game strategico, in una sola sera, senza ruolare ma senza perdere in funzionalità (in poesia sì però!).

Per cui se avete poco tempo o se vi piace più che altro il set di regole sappiate che le varianti fornite dal manuale funzionano bene, perchè comunque l’architettura del sistema è ben pensata, forte e gira bene, ma secondo noi vi perderete molto del senso per il quale Ars Gladiatoria è stato creato. Il plus dei giochi di ruolo che ce li fa amare tanto è proprio il fatto che essi hanno un “senso”, una storia, un’atmosfera, una loro emozione vitale che di solito non esiste nei giochi da tavolo o è relegata sullo sfondo del regolamento e incastrata in uno svolgimento fisso. Non sappiamo se Ars Gladiatoria sia nato per dare una storia ad un impianto da board game, oppure per dare una parte tattica alla narrazione da gdr; sta di fatto che qui le due parti vogliono convivere alla pari, la storia sta in primo piano, si evolve e influenza direttamente le azioni sulla plancia di gioco.

 

Pollice Verso
*oil on canvas
*97,4 x 146,6 cm
*1872

Ars Gladiatoria • L’ambientazione, la storia e l’atmosfera

Come si diceva? Alla fine solo uno vincerà”. Sì, e la sua storia sarà una storia violenta, fatta di sangue e disperazione, ambientata in una versione estremamente dark  e low fantasy, dell’antica Roma (tanto per capirci, perchè comunque non si chiama Roma). Abbiamo detto “dark” e “low”, perciò non aspettatevi maghi volanti che lanciano palle di fuoco in giro per l’ Arena. Sono nominati degli elfi (anche se dobbiamo ancora capire bene perchè esattamente siano lì) ma per il resto si tratta di uomini, donne, creature mostruose e arcani aloni di forze oscure; il potere sta nelle mani di pochi e la morte, la paura e la dissolutezza sono il pane quotidiano. Il più della popolazione è schiava, i più sfortunati, colpevoli e reietti diventano gladiatori. E solo un gladiatore ogni anno ottiene la libertà.

Se non vi piacciono i temi cruenti potrete mitigare le cose come volete, alla fine siete voi,il gruppo, a condurre il gioco e non state giocando un’avventura prederminata come in molti GDR classici; tuttavia a questo punto ci sarebbe da chiedersi perchè avete comprato il gioco. Il manuale è molto diplomatico in merito, ed esistono varie sfumature di “violenza” che potete dosare usando la zucca, ma se si parla di eliminare la componente del tutto, beh, esistono tanti giochi ben più soft che non fanno della violenza nell’arena la loro cifra stilistica. Se non potete proprio farvene una ragione posate il manuale e chiedete ai ragazzi di Dreamlord / Black Box che altro hanno da mostrarvi, hanno tanta altra bella roba!

Poco fa abbiamo parlato del rapporto di equilibrio tra la narrazione e la parte tattico regolistica che, appunto, lo fa assomigliare a un board game, ma prima di spendere due parole sulle regole volevamo approfondire proprio la parte ruolistica del gioco.

La narrazione collettiva di cui sopra ha inizio fin dal momento della creazione del personaggio. Niente estraniarsi col manuale per costruire la propria build e comprare l’equipaggiamento qui, bensì un momento di confronto fatto di domande e risposte in cui ogni giocatore deve avere qualche minuto per chiarire chi è il suo personaggio, perchè è finito intrappolato dritto all’inferno e per cosa sta combattendo. Attenzione perchè a questo punto sarete già parte della storia e saranno proprio le scene che narrerete a determinare le caratteristiche del vostro gladiatore. Persino lo stile di combattimento viene scelto nello stesso modo, narrando una scena cinematografica in cui ognuno descrive come se l’è cavata il suo gladiatore durante le selezioni.

Cercate di essere fantasiosi e creativi, partecipi e coinvolgenti fin dalle prime battute, e se la vostra narrazione sarà gradita, allora avrete un vantaggio in forma di oboli che vi assegneranno gli altri giocatori e che potrete spendere in-game per ottenere dei vantaggi.

“Ma in questo gioco c’è il background?” – qualcuno potrebbe chiederci –

Eccome! Il “background” che dovrete creare però non sarà un accessorio pressochè ininfluente e focalizzato su singolo personaggio, bensì sulle interazioni che ha avuto in passato e che ha ora con il resto dell’ ambiente: concentratevi sulla creazione delle sue tre relazioni principali (la speranza, il suo aggancio alla vita libera, il patrono, il suo aggancio con il mondo malato là fuori e il mentore, il suo maestro nel circuito mortale dell’arena) perché saranno quelle il motore della storia del vostro gladiatore, verranno espanse e/o modificate nel corso del gioco e vi saranno indispensabili sia durante lo scontro che per migliorare il vostro personaggio.

E a questo proposito, magari pensavate di stare a guardare, turno dopo turno, gli altri giocatori che parlano e descrivono le loro azioni, in panciolle durante i turni che non vi riguardano…ebbene no! Perchè scontri a parte è previsto che ogni giocatore controlli, oltre al suo gladiatore, anche altre due figure, proprio il patrono e il mentore di cui sopra, che dovranno intervenire e interagire attivamente per costruire la storia.

Narrare una scena non fa altro che descrivere l’immagine mentale che abbiamo delle caratteristiche, forze e debolezze dei personaggi. Subito dopo, la scena, così come l’abbiamo narrata discussa e vissuta con gli altri giocatori, viene tradotta in punti sulla carta.

La fase di creazione del personaggio, tuttavia, rappresenta solo l’inizio, la prima Stagione del gioco. Dopo questa ogni stagione, le unità di tempo che scandiscono le fasi, è aperta da una fase di Allenamento: il vero cuore narrativo del gioco. L’allenamento è fondamentalmente un contenitore di scene dove il gladiatore è coinvolto in fatti salienti e si rafforzano i suoi legami.

Le scene dovranno essere coinvolgenti, collettive, dense di particolari  con molti non detti per aumentare gli agganci futuri. Coinvolgere altri personaggi, incasinare le loro relazioni ha un effetto avvincente sul gruppo. Alla fine delle scene chiamate il tuo personaggio potrebbe vedere uno spiraglio di luce e avere buone notizie sulla sua “speranza”, ma molto più facilmente scenderà di un ulteriore gradino verso la disperazione.

Anche in questa fase ogni avvenimento avrà una sua controparte regolistica sottoforma di punti, vantaggi, nuove arti gladiatorie eccetera. Scegliere le scene in questa fase è bello per la storia, per l’appassionante spirale di eventi che porta avanti la stagione del tuo gladiatore ma anche e soprattutto tattica, strategia e oculato uso delle risorse a vostra disposizione. Si possono usare scene per ottenere vantaggi, oppure optare per sacrificare aspetti per avvantaggiarsi in altri, ma comunque la sconfitta e l’umiliazione sono sempre dietro l’angolo, e anche sapere accettare l’ineluttabile destino di disperazione che ci aspetta ha il suo perchè. Ricordiamo infatti che il gladiatore con più Gloria sarà vincitore e uomo libero, ma sarà la sua Disperazione a determinare se sarà un lieto fine oppure un vuoto abisso.

 

Ars Gladiatoria • Strategia, battaglie, sangue e arena

Ad ogni fase di allenamento seguirà sempre una fase di combattimento in cui il vostro gladiatore sarà chiamato a scendere nell’arena e mettere in pratica quanto imparato finora.

Finora ci siamo dilungati molto sull’aspetto narrativo del gioco, che ci aiuta a capirne il valore aggiunto, ma non possiamo tralasciare la sua parte strategica. In passato ci siamo già trovati davanti a giochi che in vari modi tentavano di aggiungere una parte un po’più boardgame al gioco di ruolo puro, spesso con scarsi risultati, con impianti traballanti e più che altro con l’intenzione di gestire in modo più “visivo” il roleplay. Qui invece ci siamo trovati davanti ad una vera architettura regolistica di strategia pensata fino in fondo e ben funzionante.

Iniziando dalle basi, le prove tendenzialmente saranno contrapposizioni al tiro dei dadi. Ergo, si tirano un tot di d6, a seconda del punteggio della caratteristica designata, si determinano i successi che superano una soglia, chi ha più successi vince di x punti, dove x è la differenza tra i suoi successi e quelli dell’avversario. 

Più o meno è tutto qui, quello che poi fa la differenza è l’insieme delle variabili disponibili che potranno intervenire a modificare i risultati e di cui dovremo tenere contoper raggiungere i nostri scopi. Ci saranno stili, arti gladiatorie, bonus e malus vari che influenzeranno i risultati, i successi e la possibilità di tirare di nuovo i dadi andati male.

Tutto, durante tutte le fasi del gioco, necessita di una attenta amministrazione dei vari punti a disposizione; spenderne troppi una fase potrebbe costarvi caro in un altra, accumulare troppa gloria vi renderà bersaglio degli altri e darà vantaggi a chi ne ha poca, accumulate troppa disperazione e, anche vincendo, il vostro gladiatore subirà effetti molto negativi…quindi pensate bene alle scelte che fate da subito, senza abbassare mai la guardia.

Sulla plancia poi si darà vita a una vera partita a scacchi. E’ fondamentale fare attenzione alla propria posizione rispetto agli altri giocatori perchè avrete solo due azioni a disposizione e non potrete muovervi liberamente per i quadranti, pena l’essere colpiti da tutti quanti malamente. Quando poi vedrete arrivare La Creatura, beh, lì capirete quanto sia importante sapersi piazzare correttamente. Tutte le Manovre extra a disposizione, poi, e le Arti Gladiatorie, i segreti e le Strategie, aggiungono solo ondate di imprevedibilità. Esistono anche dei pool a cui attingere, come la Determinazione, l’Ira e la Speranza, per ribaltare situazioni sfavorevoli a prezzi più o meno alti.

Persino avere successo durante uno scambio e avere la meglio sull’avversario non è scontato. Potrete scegliere se ferire l’ avversario o accumulare gloria, ma non entrambi..starà a voi capire se preferite prolungare lo scontro in favore di benefici futuri o se cercare di chiuderlo finché siete in vantaggio.

Narrare tutto questo sarà impegnativo, epico e coinvolgente, ma strutturare la vostra strategia e scegliere le mosse come foste voi stessi a dovervi muovere come gladiatori nell’arena è un autentico spettacolo!

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Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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