Giá di per sé l’idea di campagne condivise non staticamente centrate al proprio tavolo ma intese come esperienze condivise fra tutti i tavoli dell’evento é estremamente interessante, se poi ci mettete un’ambientazione tutta italiana, che ha lo scopo preciso di valorizzare il territorio in cui vivono i giocatori, un nuovo set di meccaniche che amplia il sistema base di DnD 5ed e un’esperienza che espande la condivisione sull’intero territorio nazionale; otterrete qualcosa di nuovo, unico e dinamico: otterrete Codex Venator.

Il merito di aver ideato la prima campagna condivisa italiana, a tutti gli effetti svincolata dalle logiche piú o meno commerciali degli editori, va a Andrea Lucca, Enrico Romeo e Alex Melluso. Non meno importanti peró, in questo caso, sono stati gli organizzatori del progetto a Milano e, di seguito, tutti i referenti delle altre cittá che una dopo l’altra hanno dato corpo e forma al Codex e ogni giorno contribuiscono ad arricchire e migliorare quella che a tutti gli effetti puó essere considerata come un’ambientazione vivente, in perenne evoluzione.

Quando abbiamo saputo che anche Pavia stava avviando la sua campagna, non ce lo siamo fatti ripetere due volte e ci siamo tuffati in questa nuova esperienza. Avremmo avuto la possibilità di partecipare a qualcosa di diverso e di incontrare gente nuova. Direi proprio che non siamo stati smentiti, ci siamo divertiti un sacco e non vediamo l’ora di riprendere a giocare dopo la pausa estiva col fantastico gruppo di Pavia.

Codex venator • Come funziona il progetto

Codex Venator é un’ambientazione che utilizza le regole di gioco di Dungeons & Dragons 5ed su cui viene innestato un sistema di meccaniche create ad hoc e adatte al tema che approfondiremo fra poco. Campagne e sessioni vengono gestite secondo la logica delle shared campaign, sostanzialmente come quelle della Adventurers League ma molto meno vincolate e standardizzate.

Se volete rinfrescarvi la memoria su cosa sia e come funzioni la DnD Adventurers league, potete dare un’occhiata al nostro articolo qui.

Come per gli altri modelli di gioco organizzato, ogni sessione é un lavoro di coordinazione fra i gruppi partecipanti che permette a tutti, neofiti e non, di giocare e divertirsi anche senza avere un gruppo fisso. Formule come queste sono assolutamente vincenti proprio perché promuovono il divertimento e l’inclusivitá, fanno giocare anche chi non ha la fortuna di avere un party organizzato e, mescolando i giocatori ad ogni sessione, permettono di ampliare i propri orizzonti. Facendo un momento una digressione ci tengo molto a sottolineare come qui non si stia parlando solo del farsi nuovi amici (cosa che non fa mai male comunque) ma di osservare altri stili di gioco e di mastering. Il confronto con realtá che per una volta escono dal nostro salotto di casa é importantissimo per capire che esistono anche altri modi di affrontare il gioco di ruolo. Qualche volta finiamo per fossilizzarci un po’troppo sullo stile adottato dal nostro gruppo e perdiamo di vista quel senso della diversitá che invece ci permette di crescere come giocatori e come Master.

Codex Venator, per entrare piú nello specifico, prende questo concetto e lo amplia ulteriormente. Non solo i giocatori possono vivere l’esperienza del gioco organizzato, ma il mondo di gioco é direttamente influenzato da ogni singolo tavolo e ognuno contribuisce attivamente a modificare la campagna della sua cittá.

I vari gruppi non lavorano come se ognuno vivesse un’istanza separata dell’avventura ma tutti i tavoli presenti giocano la stessa avventura come se fossero un unico corpo in cui ognuno partecipa a parti diverse. Per capirci, durante la nostra esperienza di gioco era la norma interagire anche fra tavoli, spostarsi e consultarsi con altri gruppi. Tutti, di fatto, sono ugualmente responsabili delle sorti della propria cittá e, di conseguenza, formano la storia generale dell’Italia del Codex.

L’organizzazione di tutta la baracca é divisa per cittá e le avventure sono scritte principalmente dai responsabili di Milano ma, come dicevamo anche prima, la collaborazione e il contributo di ognuno dei referenti é prezioso. I giocatori potrebbero sempre decidere di affrontare il problema in maniera diversa da quel che si era preventivato e cittá diverse potrebbero aver preso strade diverse. In un gioco dove la diplomazia e l’intrigo politico (come vedrete) sono fondamentali, vien da sé che prevedere un’unica rotta di gioco é sostanzialmente impossibile; missioni che si basavano su determinate premesse o condizioni politiche potrebbero essere facilmente ribaltate e serve la collaborazione di tutto il gruppo di master e organizzatori per mantenere stabile un’architettura cosí complessa.

Codex venator • Il gioco

Codex venator, per quanto sia a tutti gli effetti un’ambientazione che usa le regole di DnD 5ed é decisamente lontana dall’high fantasy eroico a cui quel gioco ci potrebbe aver abituati. 

Potreste vedere il Codex come una sorta di commistione fra varie ispirazioni e suggestioni provenienti da Vampiri, Call of Cthulhu, Bloodborne, Symbaroum e altre fonti del genere.

Da qui viene la prima caratteristica distintiva fondamentale del Codex; infatti ogni avventura sará una sorta di one-shot con uno scopo preciso e, passatemi il termine, autoconclusivo e una struttura, uno stile, che varia di serata in serata. Quindi, all’interno di una struttura orizzontale che forma la campagna (o la season) che state giocando, vivrete serate diverse, a volte all’insegna dell’investigazione, con sfide a tempo ed enigmi, a volte piú d’azione, con cacce spietate e scontri mortali, a volte ancora interamente fatte di intrighi politici e diplomazia con un sacco di roleplay quasi al limite del live. Questo non significa che siete incentivati a partecipare solo allo stile che vi piace abbandonando il resto, anzi, vorrebbe proprio essere uno sprone ad affrontare anche aspetti diversi e uscire dalla vostra zona di comfort ludica.

Certo, il sistema in stile one-shot permette anche a tutti di partecipare anche senza un impegno asfissiante. Chiaramente viene sempre premiata la partecipazione e la correttezza da parte di chi si impegna nel gioco, ma se avete un lavoro, una famiglia, una vita fuori dal gdr e vi capita di non poter essere presenti avrete pochi guai e il gioco stesso non ne risentirá.

Tutto questo gusto molto dark prende vita beh, praticamente sotto casa vostra. La seconda caratteristica essenziale del Codex, infatti, é proprio quella che l’ambiente in cui tutti questi orrori hanno luogo é non solo l’Italia, ma proprio la vostra cittá (o, ovviamente, la cittá dove state giocando, che si suppone non sia poi molto distante). 

Grazie a un manuale in perenne espansione e a tutta una serie di meccaniche ad hoc le avventure che vivrete saranno ambientate in un’ucronica Italia dark fantasy del ‘400/’500 in cui potrete sfruttare tutta la storia, le leggende e le misteriose meraviglie che stanno tutt’intorno a voi. Questo é un pregio impagabile, lasciatemelo dire. Tutti sappiamo che viviamo in un paese ricco di storia e di arte, ma spesso si tende a non accorgersi che anche le strade su cui camminiamo ogni giorno, i quartieri che frequentiamo, il tessuto urbano e le campagne tutt’intorno, trasudano storia, mistero e avventura. Approfondendo anche solo un poco il passato delle nostre cittá, anche quelle piccole, possiamo scoprire come ci sia materiale per mille avventure e sapere che qualcuno ha voluto creare un gioco che enfatizzasse questo aspetto fino a farne la sua meccanica principale, davvero non ha prezzo.

Sul sito di Codex Venator potete scaricare gratuitamente il manuale. Al momento si tratta solo di una raccolta abbastanza sintetica delle meccaniche del gioco e delle partite; troverete le famiglie, la costruzione del personaggio e il flavour generale. A tutto il resto penseranno i master quando deciderete di cominciare la vostra avventura. Diciamo che al momento non si tratta di un prodotto casalingo, é un progetto collettivo molto forte e complesso che deve affiancare al giocatore una certa organizzazione, ma l’idea é talmente vincente che auspichiamo in futuro di avere anche un manuale completo con una versione piú “domestica”del gioco.

Detto questo possiamo vedere un po’piú da vicino, sinteticamente, in cosa consiste il gioco e quali sono le sue caratteristiche peculiari.

L’ucronia del Codex ha origine all’inizio del mondo stesso, quando i Grandi Antichi camminavano sulla Terra e la proteggevano dall’oscuritá. A poco a poco essi sparirono per ritirarsi nel loro sonno millenario e, di conseguenza, il male inizió a dilagare e corrompere il mondo, generando abomini e appestando l’umanitá. Tuttavia, prima di scomparire del tutto gli Antichi fecero un patto di sangue con alcuni uomini che si assunsero l’onere di combattere e divennero a tutti gli effetti i capostipiti di nobili famiglie dal sangue puro che ancora nel presente (della storia) abitano le cittá. Costoro vivono, combattono e muoiono seguendo l’antico codice della caccia e, per loro, la purezza del sangue é tutto.

I giocatori vestiranno dunque i panni di questi Nobili Cacciatori creando il loro personaggio in riferimento alle regole della Adventurer League. In sostanza si prevede l’uso della serie di punteggi standard per le caratteristiche e l’adozione del manuale del giocatore piú un altro manuale ufficiale a scelta.

Nel pensare il vostro personaggio dovrete fare attenzione, perché le razze comunemente giocabili sono disponibili ma dovranno necessariamente fare i conti con una societá completamente umanocentrica. Elfi, mezzelfi, orchi e quant’altro nel mondo del Codex vivono in condizione subordinata se non direttamente schiava degli umani e questo non per sollevare importanti temi sulla libertá delle razze, non c’é nulla per cui combattere qui, questa condizione é perfettamente comune e accettata socialmente.

In questo discorso potrebbe parvi di riconoscere per alcuni aspetti la struttura sociale di Symbaroum e non state sbagliando. Anche nella gestione “urbana” della cittá potete immaginarvi temi simili: il tessuto cittadino é l’ultimo baluardo degli uomini, ció che i cacciatori devono proteggere a costo della vita, e il resto, fuori le mura, é un mondo devastato, ammorbato dai peggiori orrori striscianti. I vostri personaggi si muoveranno in un contesto simile, dove tutto si gioca sui fragili equilibri fra le grandi istituzioni e le nobili famiglie della cittá. 

A differenza del tipico background che costruireste per una partita a DnD, qui, appunto, dovrete scegliere a quale delle nobili famiglie della vostra cittá volete appartenere. La propria famiglia non determina solo caratteristiche generali di background, ma soprattutto la rete di alleanze e conflitti di cui farete parte, nonché la vostra posizione nei confronti delle grandi istituzioni. Alcune cittá possono anche inserire come parte del gioco alcune caratteristiche che le contraddistinguono rispetto alle altre: la nostra Pavia ha la possibilitá di non scegliere una famiglia ma essere studente universitario, Modena sappiamo avere artigiani che creano macchine meccaniche, Roma ha una sua meccanica di scambio di favori fra famiglie.

Ogni famiglia poi ha i propri scopi, palesi o nascosti che siano, e primeggiare sulle altre é un imperativo essenziale. Per questo vengono anche svolte apposite riunioni appena prima dell’inizio delle sessioni vere e proprie per stabilire una strategia comune a tutti i personaggi. Nel nostro caso diciamo che le famiglie pavesi si sono anche lasciate prendere un po’la mano: hanno causato piú mutilazioni e vittime le cospirazioni famigliari che non le cacce ai mostri vere e proprie. Non é raro venire talmente assorbiti dall’intrigo da continuare a pianificare le proprie mosse e contromisure anche fra una sessione e l’altra. Ah!, il gioco di ruolo ai tempi di Messenger!

Come dicevamo, la propria famiglia suggerisce anche la posizione del vostro personaggio in alcune delle piú classiche lotte intestine: quella fra Guelfi e Ghibellini ad esempio o, piú in generale, fra Dogma e Impero. Nello specifico, ogni famiglia é schierata e a seconda della propria fazione vi verranno assegnate missioni specifiche. A questo proposito ricordate bene che non siete avventurieri, ne eroi fantasy, siete nobili cacciatori. L’onore é tutto per voi e il comportamento del vostro personaggio ricadrá su tutta la famiglia: offese, accuse, sospetti, niente resta impunito e all’estremo della cosa potrebbe anche esserci un duello d’onore, lo scontro vero e proprio fra due cacciatori.

La bilancia delle grandi istituzioni vede su un piatto l’Imperatore, che controlla il potere temporale, fa rispettare le leggi e gestisce la politica. Sull’altro piatto il Dogma, la religione di questo mondo decadente, rigida, proibitiva e spalleggiata dal lunghissimo braccio dell’inquisizione. Nel mondo del Codex tutto ció che non é naturale va epurato, sí, come potete immaginare anche la magia. Questo non significa che le classi magiche sono vietate, anzi, vengono giocate moltissimo, solo che i giocatori dovranno muoversi entro il sottotema molto interessante della magia di sotterfugio. Ci sono sempre modi creativi di usare la magia senza farsi scoprire e non finire nelle grinfie del Supremo Inquisitore (plausibilmente denunciati da una famiglia rivale).

In sviluppi futuri del gioco pare che sará anche possibile accrescere la propria influenza su uno dei tre poli famiglia, impero e dogma, per aumentare il prestigio del proprio lignaggio e tessere trame ancora piú interessanti.

A proposito di inquisizione, le meccaniche atte a complicare l’intreccio politico non finiscono qui. É stata infatti introdotta anche la Confessione: la possibilitá, cioé, a fine sessione, di incontrare alcuni rappresentanti dell’inquisizione e “fare la spia” sulle azioni di vostri fastidiosi rivali. Essi, rei di essersi macchiati di qualche peccatuccio contrario al Dogma o al codice dei cacciatori, potrebbero passare un brutto quarto d’ora e voi starete a strofinarvi le mani ridacchiando come un bravo super-cattivo.

Questa ovviamente é una descrizione estremamente sintetica di un meccanismo, in realtá, molto complesso e dinamico. Se a questo punto vi sembra che il gioco favorisca le pugnalate fra giocatori vi sbagliate; qui si tratta piuttosto di aprire il sistema di DnD alla possibilitá di lavorare sull’intrigo politico e sociale, un ramo enorme del roleplay che i giocatori di Vampiri conoscono bene ma che spesso con l’high fantasy viene toccato poco e niente. 

Tutto questo sottobosco di trame, conflitti e alleanze andrá cosí ad innestarsi su altri due stili di gioco che in Codex Venator sono ugualmente presenti e importanti.

Le cacce e le missioni piú investigative, infatti, rappresentano tutta la parte piú “action”del gioco; diciamo la vostra “quotidianitá da cacciatori”, fatta di abomini da combattere, reliquie da riportare a casa, e missioni al servizio di quel codice della caccia che é poi il patto atavico che siete chiamati a rispettare.

Questa parte é quella che sfrutta pienamente il d20 system a cui sono state aggiunte alcune features molto interessanti.

Fanno la loro comparsa le armi da fuoco, i forgiati, automi creati dai progetti di Lonardo ai quali un “errore”ha donato coscienza di sé, e i domini dei chierici vengono sostituiti da santi a cui votarsi.

Altra particolaritá la notiamo riguardo la gestione degli oggetti magici. Di base funziona come per l’Adventurers league, per cui ad ogni sessione si ottengono dei punti che possono essere spesi per ottenere oggetti magici con un dato costo e livello; ma poiché in questo mondo, come dicevamo, la magia é considerata qualcosa di “sporco”, di certo incompreso, quantomeno sospetto, ecco che questi oggetti diventano estremamente rari e considerati come reliquie. Quindi la scelta sará piuttosto ristretta e relativa al reliquiario della propria famiglia, un elenco che puó essere ampliato attraverso obiettivi di missione specifici. Ancora una volta entra in gioco il prestigio della famiglia per modulare una meccanica in game; in questo caso il risultato é una serie ristretta di oggetti, che i giocatori si suderanno sputando sangue, che richiederanno piú punti del normale e che esistono in copia unica al mondo (quindi se ve li perdete, o se li accaparra un’altra famiglia, beh, peggio per voi).

Un’altra meccanica speciale con cui i cacciatori dovranno fare attivamente i conti durante i combattimenti é la “purezza del sangue”. A livello tecnico é un parametro pari alla saggezza che indica quanto il PG sia in grado di sopportare il confronto con tutto ció che é legato alla Straordinaria Realtá. A livello di roleplay potete immaginarvelo simile al concetto di Sanitá Mentale (tipico di Cthulhu e di molti altri giochi) ma anche, per certi versi, a quello della corruzione di Symbaroum, per cui entrando in contatto con le manifestazioni della Straordinaria Realtá il sangue del cacciatore si contamina causando allucinazioni e disturbi psicotici. Perdere la purezza del proprio sangue é qualcosa di indicibile per un cacciatore e conduce inesorabilmente al diventare parte stessa degli abomini che camminano sulla terra (terminando cosí la propria partita a tutti gli effetti) ma, talvolta, si rivelerá un male necessario per salvare la situazione. Se da un lato sará piú facile immolarsi e sporcare il proprio sangue per il bene della propria famiglia o della propria missione, meno semplice sará decidere se scendere o meno un gradino in piú verso la perdizione a costo di ottenere qualche ricompensa gustosa, o capacitá speciale grazie allo studio di materiali corrotti rinvenuti durante le cacce.

Tutte queste meccaniche: cacce agli orrori, denuncia all’inquisizione, perdita della purezza e rischio di trasformarsi in un abominio mostruoso; ci portano nel campo dei giochi ad alto tasso di mortalitá. Questa caratteristica puó piacere o meno ma non é opzionale e Codex venator non fa sconti a nessuno. Morire é effettivamente possibile, a volte anche in poche sessioni, a volte improvvisamente. Questo viene anche amplificato dal fatto che i creatori delle avventure fanno un lavoro assolutamente magistrale per rendere le missioni effettivamente difficili da portare a termine. A volte é necessario un lavoro di squadra fine e coordinato, buona tattica, concentrazione e capacitá di sciogliere nodi velocemente; per non dimenticare poi che si tratta di un’esperienza multitavolo, il che significa che spesso vi troverete a dover collaborare attivamente anche col resto dei tavoli presenti, non solo col vostro party. 

Per gestire meglio questo aspetto i ragazzi del Codex hanno optato per un sistema di Exp Keeping: una meccanica specifica per permettere ai giocatori di proseguire la campagna con un personaggio diverso, in caso di morte di quello precedente, mantenendo lo stesso livello. Per quella sessione non guadagnere nulla in avanzamento, ma dalla successiva potrete ricominciare senza penalitá, solo perdendo gli oggetti in vostro possesso. In game questo aspetto viene gestito tramite le Rimembranti: misteriose creature NPC che seguono costantemente il gruppo registrando ogni dettaglio. Quando in cacciatore muore, posto che la rimembrante riesca a tornare alla base, é possibile eseguire un rituale e reincarnare le sue esperienze passate all’interno di un nuovo corpo. Uno strumento meraviglioso, non c’é che dire, se non fosse che le rimembranti sono pur sempre al servizio di qualcuno che ci tiene moltissimo a sapere davvero tutto quello che succede durante la caccia, quindi dovete tenere gli occhi bene aperti, sará sempre come avere una spiona in gioco pronta a riferire qualunque infrazione del codice.

In questo modo, gli unici momenti in cui un personaggio esce di scena definitivamente saranno nel caso in cui esso diventi un abominio oppure se morirá fuori dalla caccia. Questo vi dovrebbe facilmente suggerire che tessere qualche buon intrigo per far ricadere le ire dell’inquisizione su qualche personalitá scomoda sia un ottimo modo per liberarsi di lui e della sua memoria pregressa, sappiate che la condanna a morte non beneficia del rituale delle rimembranti, quindi sappiate fare buon uso delle confessioni e state attenti a chi vi inimicate. E non affezionatevi troppo al vostro personaggio, mi raccomando.

In conclusione

Per quanto visto cosí possa sembrarvi complicato, Codex venator é un gioco che va interamente al servizio del divertimento dei giocatori, della dinamica di gruppo e della collaborazione. Abbiamo avuto modo di vedere come sia gestito splendidamente a monte e questo finisce col rendere la vita del giocatore molto piú facile perché davvero si puó pensare solo a giocare di ruolo e divertirsi. Visto attraverso i nostri occhi, dalla parte del giocatore, non c’é mai stata una strada obbligata o una sessione pesante. Non esiste alcun obbligo di partecipazione e anche le volte in cui non si puó essere presenti non ci siamo sentiti sminuiti per questo. Certo, le sessioni sono volate e viene davvero voglia di ritornare alla sessione successiva.

Cosa aspettarci prossimamente? Sicuramente restiamo in attesa di riprendere, dopo la pausa estiva, la nostra battaglia per Pavia che si è interrotta proprio con un cliffhanger. 

Nel frattempo, se proprio non volete rinunciare al vostro gruppo casalingo o volete approfondire l’ambientazione (che comunque ha molto da dire) fra le mura di casa vostra presto sará disponibile Codex Venator Domus. Questo progetto manterrà le stesse caratteristiche e gli stessi scenari del suo equivalente per il gioco organizzato ma adatterá alcune meccaniche al gioco casalingo ed esanderá la lore.

Infine, se siete amanti delle sessioni live, da lunedì 2 settembre sul canale Youtube Quelli che Ben Nerdano potrete seguire delle preview Codex Domus portata direttamente da Andrea Lucca, uno dei creatori del setting.

Utilities

Per il manuale e tutte le informazioni generali su Codex Venator, compresi i luoghi in cui si gioca attualmente e i contatti se volete iniziare una campagna nella vostra cittá, li trovate sul sito web

www.codexvenator.it

Se vi trovate meglio con Facebook la pagina che potete visitare é questa:

https://www.facebook.com/CodexVenator/

Ovviamente esiste anche un gruppo per ogni cittá in cui si gioca attualmente, quindi potete rifarvi a quello se cercate info.

Troverete gli eventi multitavolo di Codex Venator anche a tutte le fiere di settore principali.

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