È passato un anno ormai dall’uscita di D&D quinta edizione, ed ecco che finalmente iniziano ad aprirsi le porte per quelle personalizzazioni tanto care a giocatori e DM pieni di fantasia.

In effetti due cose stavamo aspettando con ansia: l’annuncio di un’ambientazione e una sferzata di novitá sul campo delle personalizzazioni.

La prima si era giá avverata non molto tempo fa, con l’annuncio del primo supplemento di ambientazione per i forgotten realms che dovrebbe uscire a novembre, quand’ecco che anche la seconda delle nostre “cose tanto attese” diventa realtá.

É proprio di ieri l’uscita di un nuovo unhearted arcana che prende spunto dal materiale d20 modern (il set di regole D20 prodotto per la 3 e adattato alla 3.5) e introduce Dungeons & Dragons con tutti i suoi fronzoli (magia e tutto il resto) in un contesto urbano tecno-futuristico. In pratica preparatevi ad entrare in Matrix.

Sí perché il progetto non parla solo del solito “ok introduciamo un tocco di armi da fuoco in qualche avvenura” ma di un vero e proprio set per adattare campagne intere a contesti non fantasy. Di fatto questo supplemento, come suggerito dalla Wizards, é ancora in fase di test. Per il momento l’autore si é limitato a prendere un po’di materiale del sistema modern e adattarlo alle nuove regole della 5. Questa trovata potrebbe dare vita a nuovi incredibili orizzonti, cosí come perdersi negli eoni dello spaziotempo. Non puó ancora, ovviamente, essere giocato ufficialmente ma siamo tutti caldamente invitati al test. Provare, provare, provare e divertirsi, come nel playtest!

Qui potete trovare l’articolo originale di presentazione sul sito della Wizards. Il contenuto del suppplemento é liberamente scaricabile dalla pagina oppure a questo link

Ma veniamo ai contenuti:

La premessa é doverosa ed é che molte delle features presentate NON dovrebbero funzionare in contesti non artificiali. Quindi, in pratica, non nelle foreste e cose simili ma solo in ambienti urbani anche piccoli.

L’articolo ci presenta alcune classi, tanto per cominciare:

chiarico

warlock

mago

e ci spiega il loro adattamento al nuovo contesto in cui il concetto alla base della magia cittadina sta nel fatto di trattare la città stessa come un entità viva, una specie di alter ego di madre natura in forma di IA. Sarà questa l’entità a cui i chierici e i Warlock dovranno i loro poteri.

Il primo presentato è il chierico dominio cittadino, una specie di guardiano in classico stile supereroe che grazie alla sua comunione con la natura stessa di città e cittadini riesce a piegarne le risorse al suo bisogno. Questa classe é proficient nei veicoli, anche se non gli serviranno molto a lungo visto che al livello 17 sará perfettamente in grado di teletrasportarsi fra i “punti di interesse”della cittá’.
Se invece aspirate a diventare come l’ eletto, allora donate la vostra vita al ghost in “The Machine” e verrete ricompensati diventando parte voi stessi della grande rete che fluisce nelle cose. Il warlock Otherworldly Patron: Ghost in the Machine é un vero hacker capace di disattivare devices elettronici, spostarsi passando attraverso la rete o infettare i viventi con virus informatici. I suoi virus possono fare pacchi di danni oppure impartire comandi.
Una via più classica è quella del wizard Arcane Tradition: Technomancy, un “tecnico” che usa devices e app per smartphones al posto di pergamene e pozioni. Al posto del libro degli incantesimi possiede un dispositivo di srtorage e incanala la propria magia attraverso dispositivi informatici “installandovi” i propri incantesimi e lanciandoli anche attraverso telecamere di sorveglianza.

Chiudono questo supplemento alcuni tips dedicati all’uso dei tiri abilitá, che dovrebbero essere sull’intelligenza a quanto pare quando si tratta di usare oggi tecnologici. Un set di hacking tools e un bel pool di incantesimi nuovi fatti ad hoc. Non molto più di rivisitazioni di cose già esistenti in effetti, ma che almeno risparmiano un bel po’di lavoro di adattamento al DM.

Ci piacerá oppure no non lo sappiamo ancora. Per ora il lavoro di Daniel Helmick ci é parso molto promettente e non vediamo l’ora dsi sperimentare qualcosa. Al momento speriamo solo nell’uscita di qualche informazione in piú visto che con questo materiale, interessante ma scarsino, la parte di adattamento da fare a mano sarebbe veramente voluminosa.

About the author

Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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