Ci siamo, abbiamo atteso ma, alla fine, è arrivato il nome del vincitore dell’edizione 2016 del Game Chef Pummarola Ediscion, la parte italiana della competizione di Game Design più divertente dell’anno.

Ne avevamo già parlato qui, in un articolo dedicato, per spiegarvi che cos’è il Game Chef e che cos’ha di così particolare da renderlo una bellissima opportunità di competizione e di confronto. Abbiamo seguito la strada della gara, con la pubblicazione del tema e degli ingredienti designati, e alla fine eccoci qui a fare il nome del vincitore italiano.

Tema e ingredienti

Per chi se lo fosse perso ricordiamo che il tema di quest’anno era la tecnologia. Un charo invito ad oltrepassare i limiti di elementi tecnologici diventati comuni a tutti, a mettersi in gioco su un terreno che, troppo spesso, stride con l’anima molto “analogica” dei giochi che tanto amiamo.

Gli ingredienti per snocciolare un gioco vincente in 9 giorni, poi, erano: danza, luce solare, abbozzo, allarme. Come usarli? Difficile dare delle linee guida in questo caso, si tratta solo di ingredienti, di “sale e pepe q.b.” che variando possono stravolgere competamente l’anima del gioco.

 

Ma quindi chi ha vinto? Fuori i nomi!!

L’edizione 2016 del Game Chef Pummarola Ediscion viene vinta da Ivan Lanìa con il suo Fuori dalla Crisalide, un gioco che viene definito interessante, originale e maturo e che ha saputo cogliere al meglio il tema della tecnologia e l’uso degli ingredienti (in questo caso “luce solare” e “allarme”).

Secondo la pagina Facebook…. Il punto di forza di Fuori dalla Crisalide è sicuramente la riflessione molto matura e chiara di certe dinamiche che si vanno a creare nelle community online e nelle conversazioni via social media e messaggi istantanei. Il fatto che il gioco usi come mezzi di comunicazione – e quindi come campo di gioco – proprio i media che vuole simulare permette quindi di confrontarsi in maniera più consapevole e originale con un mezzo che è quotidiano e di cui non sempre si fa un uso così attento.

Sulla pagina Facebook del Game Chef Pummarola Ediscion potrete leggere il post completo con cui viene spiegato brevemente il concept del gioco e i motivi che hanno portato la giuria a decidere di assegnargli la vittoria.

Detto questo non possiamo non citare anche Antonio Amato e il suo ∞ Minutes, un gioco dal vivo ambientato nello spazio, molto ben pensato e ricco di idee veramente vincenti.

Antonio è già una nostra conoscenza, abbiamo già avuto modo di apprezzare il suo lavoro grazie alla Mammut RPG e, in particolare per quanto ci riguarda, grazie a Fear, gdr per Fate accelerato ambientato ai tempi della guerra in Vietnam (avevamo presentato un articolo temppo fa qui).  Potete leggervi ∞ Minutes (e gli altri articoli sul lavoro di Mammut RPG)  a questo link.

 

Fuori dalla crisalide

Interessati al tema della tecnologia abbiamo letto molto volentieri il gioco e capito a pieno i motivi che lo hanno condotto alla vittoria. Ecco come funziona!

Fuori dalla Crisalide, innanzitutto, è un gioco di narrazione. Ricordiamo che, secondo le regole del Game Chef, rispetta il tema della tecnologia e che l’autore, fra gli ingredienti selezionati, ha scelto di porre una particolare attenzione a “luce solare” e “allarme”.

Un gioco di narrazione, dicevamo, quindi una sorta di spazio condiviso in cui costruire una storia fra giocatori. In particolare qui parliamo di personaggi che, sentendosi fuori posto nel mondo, vorrebbero creare una sorte si circolo chiuso online. Facile? No. Tutti sappiamo quanto possano essere complicate e per nulla idilliache le dinamiche sociali dietro la tastiera. E’ proprio questo il punto. Cosa succederà?

La preparazione al gioco è una parte, in questo caso, estremamente interessante. Leggiamo cosa ci serve per questo gioco per 3 giocatori:

 Tutti abbiate un dispositivo informatico connesso a Internet e in grado di fare

videochiamate (idealmente un cellulare e un computer a testa);

 Tutti possiate utilizzare uno stesso forum o social network e uno stesso servizio di

chat e videochat;

 Tutti abbiate un po’ di tempo per chattare e fare videoconferenze, su un lasso di

tempo di più giorni (ehi, è un gioco sulle amicizie di penna via internet!);

 Ciascuno abbia modo di incontrarsi di persona con uno degli altri due.

Wow, per un amante del genere (sci-fi, cyberpunk, distopie e chi più ne ha più ne metta) come me il gioco assume già un risvolto interessante e inquietante allo stesso tempo.

[stextbox id=”info” float=”true” align=”right”]Se vi interessa approfondire il gioco potete trovare il regolamento intero a questo link.[/stextbox]

A questo punto i giocatori sono tenuti a creare profili fittizi, a creare ognuno, cioè, un personaggio virtuale che però sia caratterizzato anche nel reale e che sia accomunato agli altri da una qualche passione, un argomento in comune.

Il gioco ha inizio effettivamente nel momento in cui viene creata una discussione “forte” su quell’argomento e ognuno inizia a giocare come se tre perfetti sconosciuti si incontrassero per la prima volta e facessero amicizia grazie alla loro passione comune.

Nella fase iniziale del gioco il regolamento fa sì che ognuno partecipi alla conversazione attivamente e, poco alla volta, riveli qualcosa di personale sul suo personaggio. Snocciolate abbastanza informazioni le dinamiche si stringono, uno dei PG deciderà di interessarsi ad una sola relazione in particolare e verranno introdotte problematiche future.

La seconda fase ha inizio, e con essa si cambia scena: le dinamiche si fanno più personali e si passa dal sociale alla chat.

I giocatori qui sono chiamati ad interpretare i loro PG in una chiave più profonda, più intima se vogliamo e le difficoltà del doversi esprimere non come se stessi ma come se fosse qualcuno di completamente diverso a farlo, si fanno sentire. La parte interessante del gioco è proprio questa, una meccanica che parte dal concetto comune ai play by chat (e affini) ma che ha un regolamento preciso, in cui le dinamiche sociali sono scandite da precisi avvenimenti che devono essere di volta in volta introdotti.

In questa fase emergono le vere problematiche, tensioni evidenti che cercheranno di scindere il gruppo e di infrangere gli equilibri. In questo momento è persino possibile creare nuove chat escludendo giocatori mentre si intessono nuovi rapporti, e non è forse così che spesso succede nella vita reale?

Alla fine giunge il momento di chiarirsi in video, in un momento di cruda verità dove emergeranno altarini e si apriranno le voragini create dagli evidenti problemi di comunicazione indotti dallo scritto.

E dopo il video…la realtà…la crisalide esplode perchè non le è più possibile contenere a lungo il casino e inevitabilmente i personaggi sono chiamati ad incontrarsi di persona, a parlare, a ruolare finalmente dal vivo e definire che cosa ognuno di loro farà al termine del chiarimento.

Il gioco è qui: analizzare le dinamiche sociali, definire quali limiti esistano nella comunicazione escusivamente digitale e osservare meticolosamente come quest’ultima possa essere declinata nella vita di persone completamente diverse tra di loro. L’ hacker sociopatico, la casalinga disperata, il ragazzino immaturo, altri mille possibili non-stereotipi, come reagiscono ad una comunicazione fatta sostanzialmente solo di informazioni parziali, di non detti, affamata da un’evidente impossibilità di distinguere tra la verità e la menzogna?

 

Concludendo…

Bravi tutti! …sarà banale ma non potevamo dire altrimenti…. La competizione del Game Chef, già di suo, è onesta, intelligente e fuori dagli schemi. Così sono anche i suoi partecipanti che anche quest’anno hanno dimostrato di avere buone idee pronte da “cuocere”. Un vincitore c’è perchè ci deve essere (e perchè si è meritato la sua vittoria!) ma anche gli altri lavori che abbiamo avuto modo di sbirciare (uno fra tutti il lavoro di Antonio) meritano di essere letti, giocati, testati e, perchè no, se serve anche cretiticati e migliorati. Speriamo di rivederli, questi lavori, di poterli leggere ancora nelle loro versioni sistemate e amplicate, speriamo di poter dedicare loro degli articoli e di vederli giocare. Ogni lavoro è stato frutto di impegno e soprattutto di grande amore per il gioco, e scusate se è poco!




About the author

Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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