Lucca si avvicina amici! Ormai mancano poche settimane e anche noi non possiamo fare a meno di farci prendere dalla frenesia che imperversa in tutto il Web, quella cioè di parlare dei più succosi titoli che vedermo lì per la prima volta e che ci accompagneranno per tutto il 2016.

Questo è stato un anno ricchissimo di novità, dopo Numenera in versione italiana e L’annuncio dell’arrivo di  Vampire The Msquerade 4, anche Serpentarium qualche mese fa ci ha spiazzato con l’annuncio di Alba di Cthulhu, il nuovo gioco dai creatori di Sine Requie che, manco a dirlo, avrà come ambientazione il capostipite dell’horror.

Ma cosa ci dobbiamo aspettare da Alba di Cthulhu? L’annesima trasposizione in game o qualcosa di nuovo che davvero porterà la stessa ventata di novità che, ai tempi, fu di Sine Requie?

Innanzitutto cos’è Alba di Cthulhu, o meglio, cosa NON è: non è un gioco sul “mito di Cthulhu” nel senso più consono del termine. Di certo NON è un clone di Call of Cthulhu, nè un adattamento di Sine Requie al mondo di Cthulhu come già ne sono stati fatti.

Non sono trapelate molte indiscrezioni a riguardo, quel che è certo è il punto della lettera Lovecraftiana da parte il gioco, dalla Yog Sothothery. Da qui in poi il gioco sarà nel più classiso stile Sine Requie, cioè con le carte da gioco.

Ogni giocatore avrà il suo mazzo di carte da cui estrarrà le azioni del personaggio. Al Master starà l’incombenza di narrare, più che agire, e senza estrarre un bel niente dovrà dipingere lo sfondo entro cui si muoveranno i giocatori. Il gioco si preannuncia già ben diverso dal suo predecessore, a partire dalle carte, non più tarocchi qui ma mazzi normalissimi. Poi ovviamente avrà delle sue meccaniche peculiari, di cui viene ancora fatto mistero ma che prima o poi giuro che scoveremo da qualche parte!

Le differenze di stile, però non finiscono qui e si noteranno anche nell’ambientazione, non del tutto survival horror come in Sine Requie ma più weird, come è giusto che un gioco su Chtulhu vada a richiamare. Le definizioni di stile, tuttavia non sono mai molto azzeccate, difficile imbrigliare le mille idee uscite dalla mente degli autori in una singola categoria.

Penso che ne vedremo delle belle e che, come sempre, il sistema sarà versatile e adattabile a molte atmosfere diverse.

Contando i giorni che ci separano da Lucca per poter avere fra le mani il manuale e toccare con mano la qualità del gioco, potete leggervi insieme a noi la divertentissima intervista fatta da Projectnerd.com agli autori del gioco Matteo Cortini e Leonardo Moretti:

http://www.projectnerd.it/2015-09-lalba-di-chtulhu-intervista-esclusiva-a-matteo-cortini-e-leonardo-moretti/

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Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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