Per noi, come per tre intere generazioni di piccoli nerd (proprio come noi e voi) Dungeons & Dragons ha rappresentato molto più che un gioco da tavolo e molto di più anche di un gioco di ruolo come ne esistono tanti.

Dopo i libri game e le avventure testuali dei fortunati che avevano in casa i primi pc, ecco che qualcuno della compagnia veniva iniziato alla magia di qualcosa che era vivo, quasi reale, da fare tutti insieme e…sì, maledettamente serio!

Era un po'come da bambini, quando si giocava a "fare finta" immersi nei propri mondi fantastici. Si immaginavano avventure, si giocava secondo delle regole che governavano un mondo che era del tutto nostro. Potevamo essere chi volevamo e tirare fuori che po'di eroico che c'è in ognuno di noi.

Con Dungeons & Dragons si poteva fare la stessa cosa ancora anche se si era adolescenti. Si imparava tutti insieme a gestire un mondo fatto di problematiche complesse ma che ci permetteva di essere ancora un volta un po'eroi. Non come nei videogiochi in cui, comunque la metti, sei sempre dietro ad uno schermo. Non come nei libri, più adulti forse, ma pur sempre fatti di avventure vissute da qualcun'altro. In D&D l'eroe sei tu, non si può dire altrimenti, e tutte quelle ore di sessione di gioco portano un sacco di ricordi vivi come se li avessimo vissuti davvero.

Le edizioni di D&D sono cresciute con noi, che abbiamo più o meno tutti cominciato da qualcuno che ci ha insegnato Advanced o le regole della 3.5E, si sono evolute e hanno tutte portato modifiche che in qualche modo rispecchiano i loro anni. Ma per noi è sempre e comunque lui, D&D, con i suoi reami dimenticati, i personaggi coi loro background, i bardi che nessuno vuole mai accollarsi e schivare (ah, schivare!).

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Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

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