Anche i ragazzi di Tin Hat Games si apprestano ad arrivare a Lucca col loro bel cestino carico di novità. Allo stand della Raven Distribution, troveremo infatti anche Count Down, una corposa espansione per Urban Heroes. E non solo! Perchè in occasioni delle ruolimpiadi di quest’anno la compagnia della Breccia (uno dei gruppi in gara) ha scelto proprio il mondo superpunk di Urban Heroes per la loro avventura.

Potete trovare qualche succosa anticipazione sull’avventura originale che la compagnia della Breccia porterà a Lucca Comics & Games 2015 sul sito di Urban Heroes (http://www.urbanheroes.it/2015/10/12/urbanheroes-alle-ruolimpiadi/).

Ma facciamo un passo indietro e, non avendo avuto modo di parlarne ai tempi del Kickstarter, vediamo insieme

Che cos’è Urban Heroes

o meglio #urbanheroes se voleste parlarne in tono social.

Portare una maschera non è mai stato così pericoloso

Praticamente Urban Heroes è un gioco di ruolo sul mondo dei supereroi che gioca tutta la sua immagine con una grafica molto fumettosa, alla KickAss.

urban heroes 2Che detto così forse è un po’riduttivo. perchè Urban Heroes sembra non essere uno dei mille giochi di ruolo coi supereroi che negli ultimi anni spuntano qui e là per la gioia degli appassionati del settore. Urban heroes sembra chiamare a sè un diverso livello di profondità della trama, tratteggiata meticolosamente nel manuale.

Tutto prende il via da un incidente avvenuto al Cern di Ginevra, che lascia dietro di sè una enorme scia di radiazioni Z che iniziano a pervadere la Terra. Qui si tratta di problema nel problema perchè il disastro arriva a sconvolgere (o salvare?) un pianeta Terra già di per sè in preda ai conflitti globali, alla crisi e all’avvento di cospirazioni assetate di potere.

All’interno di questo panorama, un po’come potrebbe essere l’inizio di un film o di una serie tv, arrivano gli H.E.R.O.es (Humans Exposed to Radioactive Outbreaks) che sono dotati di poteri sovrannaturali per via di una mutazione genetica. Gli Heroes vengono immediatamente assoldati dal governo per formare una squadra di protettori, gli Amazing Man of America, ma le cose non si rivelano poi tanto simili a quelle dei film. Gli eroi dai poteri speciali sono in realtà, dentro di sè, molto più umani di quel che sembra. Anche le loro anime possono corrompersi e perdersi in droghe, scandali e corruzione.

Questo è il mondo di Urban Heroes, dove ogni eroe ha dei poteri, con una precisa origine, ma anche dei difetti. Dove ogni eroe è un uomo con una vita che si trova a fare i conti con capacità speciali che crescono di sessione in sessione, ma che possono non essere così fighe come quelle di superman o dei migliori x-men.. Dove il mondo reale influenza effettivamente la vita dell’eroe e le sue scelte.

La meccanica di gioco

Il Urban Heroes la creazione del personaggio e la sua storia passata non sono molto complicati ma influenzano moltissimo il risultato finale. Al momento della creazione si dovranno tirare tramite d100 gli eventi della vita che hanno caratterizzato il PG (un disturbo mentale, l’addio a#urbanheroes un amico, cose così). Ci sono poi le scelte di vita, il modo in cui il personaggio ha deciso di condurre la sua esistenza, l’archetipo che ha scelto di essere e i poteri, o meglio, la loro origine.

Al tiro del dado è, prima di tutto, affidato il compito di determinare l’origine del potere: genetico, divino, magico, psionico o derivato da un oggetto. Una volta stabilita l’origine, anche il potere stesso è assegnato casualmente. E i poteri sono tantissimi, dai più classici di telecinesi a quelli più “creativi” da giocare, come corpo divisibile o corpo elastico.

I personaggi però non sono solo rigidamente imbrigliati nel loro potere. Innanzitutto sono dotati di difetti, che influenzano la loro vita come e quanto i poteri, e, in più avanzano, e acquisiscono nuove capacità speciali derivate a mano a mano che avanzano nella loro carriera di eroi mutanti.

scheda dello sceneggiatore urban heroesLa meccanica di gioco si snoda poi attraverso tutte queste micro caratteristiche che vanno a delineare minuscoli aspetti del personaggio. Così come il manuale è dettagliatissimo nella storia del mondo (a volte anche troppo a dire il vero, senza che comunque questo sia necessariamente un difetto), anche i PG sono iperdettagliati, nei loro equipaggiamenti, nei loro tratti, nelle abilità e in tutto il loro passato sgranato un frammento alla volta dal tiro dei dadi. I tratti di cui tenere conto sono un sacco, e tutti influenzano lo sviluppo del gioco, per lo sceneggiatore a cui toccherà il compito di narrare non è un’impresa facile, tanto che viene anche dotato di una scheda personale su cui prendere tutti gli appunti necessari

 

Count Down

Count Down è, come dicevamo, l’espansione che dopo Black Out prosegue nel racconto di come TerraZ (così si chiama la nuova terra da dopo i fatti di Ginevra) se la passando, di anno in anno, fino al 2015.

Black out aveva introdotto nuovi problemi e nuove minacce, con la mancanza di elettricità e gli Heroes apparentemente spariti nel nulla, portando avanti la storyline e presentando un manuale che, di per sè, era una raccoltà di racconti, informazioni e riflessioni per ambientare nuove avventure. Con Light on Blackout, poi, era possibile espandere la storia fino al post-buio e introdurre una serie di rivelazioni importanti sulla TerraZ e le sorti che la attendono.

Con Count Down i fatti si spingono fino ai giorni nostri e verso quella che sembrerebbe una inevitabile apocalisse. Quel che conta però è che l’espansione è un po’diversa dalle precedenti. Qui non ci limitiamo ai fatti ma gli autori ci offrono anche un sacco di nuovissime features per arricchire i personaggi: nuove specializzazioni, abilità, equipaggiamenti, ma anche un utilissimo compendio di approfondimento per aiutare giocatori e sceneggiatori.

Concludendo…

Il progetto ci sembra interessante, stiamo ancora approfondendo i dettagli come le meccaniche di gioco e il sistema usato ma almeno ci è sembrata un’ambientazione che avesse delle motivazioni si fondo diverse da quelle degli altri giochi simili che ci è capitato di recensire. Questo è già buona cosa, in più gli autori, oltre ad un bel gruppo “di supporto” su facebook (https://www.facebook.com/groups/urbanheroesrpg/), e a una cospicua dose di materiale scaricabile, stanno anche gestendo un progetto sul loro sito (http://www.urbanheroes.it/), ProjectZ, che mira a stimolare i fan a produrre materiale di loro pugno. Queste sono le cose che a noi piacciono! A parte il gioco in sè, ovviamente, favorire il lavoro dei giocatori e dei master (o degli sceneggiatori, come sono chiamati in questo caso), è un bellissimo progetto che merita di essere evidenziato.

 




 

About the author

Michela Bonelli

Amo la natura, il mio orto, i miei gatti e la vita frugale. Ma soprattutto i fiumi di inchiostro, la birra e il suono dei dadi che rotolano.

1 Comment

Leave a Comment